mercoledì 5 ottobre 2016

APPROCCIO OLISTICO

Ho deciso di tentare anche questa via.
Curiamo il malato e non la malattia.
Ok il malato è mio figlio maggiore, ormai su questo blog non si parla d'altro.
La malattia beh, diciamo per brevità che è la scuola.
L'inizio scolastico non è stato brillante come avrei sperato, e per questo come tutti voi  ormai sapete fino alla nausea, avevo tolto permessi, fatto prediche, rimandato MMA, varie ed eventuali.


Tuttavia ho notato una cosa molto grave: il Ric è infelice.
Sul serio mica per finta.
E' infelice.
Ora voi direte: eccerto che è infelice, chi è mai stato felice a 16 anni? Vero.
Però se viene alle lacrime davanti a me perché non riesce a trattenersi, io una o due domande me le pongo comunque, anche se magari qualcuno dirà che sono troppo puffolescamente ingenua :-D


Così ho spostato l'attenzione dalla malattia - i voti - alla persona - mio figlio.
Gli ho fatto un bel discorsetto sul fatto che non siamo antagonisti, lui e io, ma che abbiamo lo stesso obiettivo (ovvero il suo successo) e che quindi dobbiamo agire come una squadra. Che deve riflettere sul fatto che non esisto per rompergli le palle ma per aiutarlo a crescere e che deve considerarmi come un allenatore.
Ovvero: se il suo allenatore gli dice di fare altre 50 flessioni, lui non pensa che lo faccia per spaccare i maroni ma capisce di aver bisogno di questo ulteriore esercizio e lo accetta. Ebbene lo stesso vale per me. Se gli  dico studia ancora o metti a posto l'armadio, non è per rompere, ma per allenarlo. Lo scopo ultimo di entrambi è il suo successo, in qualunque campo, scuola, sport, vita, amicizie, amore. Belle parole eh? Già. Sembrava convinto persino lui. A parole siam tutti mostri.


Nella pratica gli ho proposto questo compromesso: ieri ha fatto la sua lezione di prova di MMA e siccome, purtroppo, ne è entusiasta, gli ho detto che lo iscrivo per un mese, e in questo mese deve dimostrare di sapersela cavare altrimenti non rinnovo l'iscrizione. Diciamo conto sul fatto che una volta visto "ke smakko pazzesko" sia, si prodighi per non perderlo.
Come contropartita, farà qualche ora di lezione con una ragazza al secondo anno del Poli, diplomata al liceo scientifico. 20 anni, molto carina, ma questo non c'entra. Non ripetizioni vere e proprie, giacchè non gli occorrono, ma una sorta di tutoraggio al fine di definire un metodo di studio valido, organizzarsi, imparare a concentrarsi  ecc... Dati gli orari, questo tutoraggio, tramite una serie di funzioni matematiche applicate al Tetris che non vi sto a spiegare, gli consentirà di allenarsi (una volta pronto, perché ieri è tornato a casa scoppiatissimo) non 2, non 3, bensì fino a 4 ore alla settimana. Incentivissimo.


E vediamo come butta.
Speriamo di aver quadrato il cerchio perché inizio a essere a corto di idee.


Ah, per chi se lo stesse chiedendo si: la sua storia con la morosa continua, e si: era per lei che piangeva.









22 commenti:

  1. Che tenero ...dai...è un ragazzo davvero sensibile. Forza e coraggio, vedrai che le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare....solo ancora tanta pazienza e un periodo di crescita interiore (non tua ovviamente!). Smack

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    1. oh anche mia non credere... mica è facile :-S

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  2. Mamma mia come somiglia al mio Principe Felice!
    Tieni sempre presente questo: è fatto di passioni, emozioni, sentimenti. La ragione la lascia a te, in comodato d'uso. Ci vorrà qualche anno perchè riesca a gestire il suo cuore, la sua interiorità, non sarà un percorso lineare, saranno scatti in avanti e terribili inciampi. Ce la farà, e tu lo aiuterai a togliere la confusione che proverà. Sarà faticoso e ci saranno momenti di sconforto, ricorda che i tunnel hanno sempre una luce in fondo, ci sarà , anche se non la vedrai quando vorrai. Un grande abbraccio e un incitamento solidale.

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    1. Grazie. Avevo notato qualche somiglianza tra i due in effetti anche in passato. Accetto l'abbraccio e l'incitamento :-)

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  3. grande Puff!!
    Vale

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  4. uhssignur, hai un figlio nato sotto il segno del cancro, poverina :) speriamo non nasca una storia d'amore con la tutor ventenne, che la morosa ha solo un anno di meno, no? cmq se ha delle passioni che lo soddisfano, come lo sport, non mi pare del tutto infelice. in caso un bello psicologo per ragazzini ci starebbe tutto, a me a 16 avrebbe fatto benissimo! buona fortuna a te e al ric.

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    1. per quello ho deciso di dargli la possibilità di allenarsi, sperando che gli sia da sprone. Comunque è Leone :-) per sole due ore, ma Leone. :-D

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    2. ahahah ok, però c'ha delle tendenze cancerine mi pare :)

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    3. eh per forza è del Leone per sole 2 ore, altrimenti sarebbe Cancro :D

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  5. A 16 anni non penso si sia infelici; forse confusi, menosi, arrabbiati, ma spero proprio non infelici!
    Si è incasinati, non si sa dove si vuole andare, come e con chi... meno male che c'è sempre la mamma che raccoglie le lacrime e i frammenti di cuore.
    Brava Puff, penso che la vostra sia la strada giusta, forse un pò in salita ma così arriverete in alto!!
    Un abbraccio

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    1. Grazie comare, tu comunque per non sbagliare mantieni le dita incrociate eh??

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  6. 1) un sedicenne che piange per la morosa...beh, dai è commovente sentirlo (da questa parte dello schermo forse appare più romantica della realtà, la questione, mi rendo conto...)
    2) bellissima la metafora dell'allenatore...solo se guardassero ai coach di casa come a quelli della palestra...eh...
    3) hai tutto il mio supporto!

    :-)

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    1. Si commovente cara Claire (fa niente se lascio stare il "marie"??? mi vien più congeniale ahahahah) specialmente pensando a lui, a come è riservato e geloso della sua privacy.
      Si quella dell'allenatore mi è venuta piuttosto bene vero?? un'ispirazione momentanea !!

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. lascia pure stare il Marie..."mi adeguerò" :-)

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  7. Mi pare che tu stia facendo tutto il possibile. Prendo davvero esempio.

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  8. Buon pomeriggio a tutti,
    sono Monica. Puffola, ti leggo sempre con simpatia, ma non ti arrabbiare se ti rivolgo una domanda (tra l'altro, non sei obbligata a rispondere!): tuo figlio sa che scrivi di lui, dei suoi risulati scolasrici, delle sue pene amorose in un blog grazie a cui potenzialmente tutto il mondo può venire a sapere dei suoi fatti privati? Sa delle sue foto qui? Ma cosa succederebbe se qualcuno lo riconoscesse per strada e gli chiedesse se piange ancora per la morosa?
    Scusami se sono indiscreta, ma morivo dalla voglia di chiedertelo (mi chiedo le medesime cose leggendo anche molti altri blog, ma sono con te, autoironica e divertente, mi lascio andare!).
    Ciao.

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    1. Ciao. Lui sa che scrivo di lui sul blog. E' libero di leggere il blog se lo desidera ma non credo che lo abbia mai fatto. Non ho lettori tra le mie conoscenze "reali" - almeno che io sappia - quindi considero piuttosto remota la possibilità che qualcuno che lui conosce nella vita reale, ed in particolare qualcuno dei suoi amici, possa capitare qui per caso e riconoscerlo.

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  9. Grazie per la risposta alla mia curiosità, sei stata gentilissima. Ti chiedevo questa cosa perché in passato mi è capitato di riconoscere per strada, per puro caso, un autore di un blog che seguivo. Mi sono presentata ed ho salutato, e lui è rimasto a dir poco sconvolto di essere stato riconosciuto nella vita reale. Ma come? Scrivi in un blog, metti una tua foto, e poi ti stupisci e ti sconvolgi che la gente ti riconosca per strada, che metta in collegamento il reale con il virtuale? Mah...

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  10. Ah... i pianti adolescenziali!
    Comunque fai bene a pre-occuparti di tuoi figlio, e' il compito di ogni mamma sana di mente... o quasi :P

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